domenica 23 novembre 2014

L'INFERNO























Nella mia discesa verso l'inferno tu
in prima linea costruivi gradini
per farmi inciampare...
Ricamavi gomitoli di parole poco sentite
che mi cingevano il collo,
e non per carezza.
Fidarsi del vento
sarebbe stato più innocuo,
il suo sibilo sarebbe parso voce squillante 
e il suo canto più onesto.
Mentre le persone si muovevano come birilli
nell'umido bagliore della metro di notte,
io contavo i giorni che mi tenevan
lontano dal bagno d'oblio,
e mentre pigiavo foglie che mi
parevano facce ritorte in pensieri dolenti,
il declino mi pareva più dolce,
quasi il cielo non fosse trapuntato di spilli,
quasi non ci fosse l'inferno ad attendermi
sotto le suole.

Nessun commento:

Posta un commento