in un involucro di cristallo
quell’ultima goccia di sudore
del giorno di novembre
in cui te ne andasti,
ma fiumi d’acqua
sono scorsi sul mio corpo,
lasciando la mia pelle arida e secca,
avida dell’amore
che non fosti in grado di darmi.
Potrei ora rimarcare stentoreamente
cosa furono quei giorni
senza il tuo intercedere,
ma amo ricordare i passi all’indietro,
fatti con sincero pudore,
su di un manto di indeterminatezza…
sembravano pesanti come scuri,
eppure leggeri come carezze…
sembravano echi
di quel frastuono
che sento ancora oggi,
nei giorni di novembre,
quando esile
come una montagna di cenere,
mi torni alla mente.

Nessun commento:
Posta un commento